Un servizio ha fatto sì che il vescovo Macedo cambiasse una situazione

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Cosa avresti sentito nel venire a conoscenza di una situazione difficile che delle persone stavano passando, sia a causa di una guerra o per una catastrofe naturale? Forse nel profondo, avresti desiderato avere le condizioni per aiutarle.

Bene, negli anni ’90, diversi notiziari hanno mostrato che il Nordest brasiliano stava vivendo un periodo di intensa siccità – cosa comune in questa regione del Paese – lasciando una scia di fame e dolore. Ciò aveva sensibilizzato molte persone.
In quell’epoca fu messo in onda un servizio, nel programma “Reporter Record”, della Record TV, presentato dal giornalista Goulart de Andrade (già deceduto), sulla città di Irecê, in Bahia, che era andato dal boom economico alla decadenza a causa di questa siccità.
Sita a 478 chilometri dalla capitale baiana (Salvador), Irecê, che aveva già avuto il titolo di “Città del Fagiolo”, per via delle grandi annate degli anni ’80 – essendo la prima produttrice del Nordest e seconda del Paese -, stava attraversando un periodo critico.
Il servizio raccontava di una donna il cui marito si suicidò perché aveva perso tutto per via di tutta quella siccità; ed anche la storia di una madre che, dinanzi al pianto dei figli a causa della fame, vedeva soltanto una via d’uscita: ucciderli per porre fine a quella sofferenza.
Tra coloro che stavano seguendo il servizio speciale, c’era il vescovo Edir Macedo (*), leader e fondatore della Chiesa Universale, che toccato dalle dichiarazioni disperate, decise di fare qualcosa per cambiare la vita di quelle persone.

Società per un sogno
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“Il primo provvedimento era quello di trovare una persona che potesse abbracciare la nostra visione, che trovasse un posto e, dentro le possibilità, sviluppasse il progetto. Perciò noi chiamammo Marcelo Crivella, che si trovava in Africa. Lui abbracciò e toccò il progetto”, ricorda il vescovo Macedo.

Per acquistare i quasi 5.000.000 di mq di terra che ospita il progetto e garantire il luogo con tutto il necessario, Marcelo Crivella – Attuale sindaco di Rio de Janeiro e, all’epoca, vescovo dell’Universale – lanciò il CD “Messaggero della solidarietà”. L’album vendette più di 1 milione di copie e, con la donazione iniziale di 258.6234 euro, dei diritti di autore insieme alla Sony, vennero acquistate le terre per lo sviluppo del progetto. Ebbe inizio l’Azienda Agricola Canaã (foto di apertura di questo servizio).

Tutta la tecnologia di irrigazione venne importata da un altro paese. “Abbiamo fatto venire dei tecnici da Israele, che ci hanno insegnato a piantare, hanno analizzato il terreno, aiutandoci a scoprire l’acqua. Questa si trovava nel sottosuolo. Là nel deserto, la pioggia non cade dall’alto verso il basso, ma dal ‘basso verso l’alto’”, sottolinea Crivella. Il primo raccolto è avvenuto 1 anno dopo dell’inaugurazione dell’azienda agricola.
Non esiste l’impossibile

Attualmente il progetto è sotto le cure dell’Istituto Ressoar – braccio sociale della Record TV. Da 16 anni l’azienda agricola riceve quasi 2 mila famiglie e 600 bambini e adolescenti dall’Educazione infantile fino alle medie, a tempo pieno, con quattro refezioni giornaliere, trasporto scolare, materiale didattico e assistenza medica e odontologica.

L’Azienda Agricola Canaã è la dimostrazione che nulla è impossibile, quando l’obiettivo è fare il bene al prossimo.

Per conoscere di più il progetto e sapere in che modo puoi contribuire per cambiare la vita delle persone ricevute, accedi al sito del progetto Nova Canaã.

40 anni

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Anche tu puoi seguire questa storia nel sito commemorativo Universal 40 anni.

(*) A metà dell’articolo, foto del vescovo Macedo con i bambini ricevuti dal Progetto Nova Canaã, durante la sua visita nell’azienda agricola.

Fonte: Universal.org