Lavorare tanto può uccidere

Internazionali, Notizie |

In Luglio di 2013, la giornalista Miwa Sado ha sofferto un’insufficienza cardiaca che l’ha portata a obito. Ma solo all’inizio di questo mese, quattro anni dopo, la TV pubblica del Giappone NHK ha ammesso che la morte è stato il risultato dell’eccesso di lavoro.

All’epoca, lei copriva le elezione dell’Assemblea Metropolitana di Tokyo e dell’Alta Camera Nazionale, e alla fine è morta tre giorni dopo il secondo evento.

Il Giappone ancora alimenta la cultura di chi lavora duro e gli orari di duro lavoro sono segni di dedicazione. Un dado che rivela questa realtà è quella del documento del governo giapponese di 2016, che mostra che in ogni cinque funzionari è già successo il rischio di morte per eccesso di lavoro. Oltre a questo, 22,7% delle aziende locali intervistate tra Dicembre di 2015 e Gennaio di 2016 affermarono che avevano funzionari con più di 80 ore extra al mese.

Nel mese anteriore alla morte della giornalista, lei aveva inoltre 159 ore extra e soltanto due giorni di riposo registrati.

Problemi fisici

Al contrario di ciò che possiamo pensare, il lavoro in eccesso non è sinonimo di conquiste. In realtà, l’attitudine è contra produttiva già che supera ciò che l’organismo è capace di superare e la persona non ha forze per dare il suo meglio nell’ambiente corporativo.

D’accordo con un studio dell’Università di Stanford, la produttività dei funzionari diminuisce consideratamente dopo le 50 ore lavorative alla settimana e finisce ancora dopo le 56 ore alla settimana. E se qualcuno lavora 70 ore alla settimana, rimane incapace di produrre qualcosa durante le 14 ore aggiunte. Sembra intelligente lavorare fino al esaurimento?

Vita spirituale

Non è solo l’organismo che soffre nell’avere questo stilo di vita workaholic (viziato in lavoro). L’anima, la salvezza e la relazione con Dio vengono anche queste pregiudicate. Fino a che, questa persona non ha tempo per preoccuparsi con la salute del corpo, non si ricorderà di fare cura della salute spirituale. E questo può finire in seri problemi.

Karen da Silva (affianco), di 22 anni, ha vissuto l’esperienza di soffrire perché si dedicava troppo al lavoro. Senza lavoro per più di 1 anno, lei aveva ricevuto una proposta di lavoro irrecusabile, secondo la giovane. “Il salario e i benefici erano ottimi, ma il tempo di esperienza è stato di 12 ore diarie, per 21 giorni seguenti e senza riposo. Mi sforzavo per fare cura della mia vita personale, studio e andare alle riunioni, ma quando mi sono vista per bene ho notato che sapevo solo lavorare, non esisteva più nulla che non fosse il lavoro”, racconta.

Non ci ha messo molto perché lei diventasse malata, fisica ed spiritualmente. Già che la base di tutto nella vita è la fede e la comunione con Dio, inevitabilmente, le cose iniziarono ad andare storto. “Mi sono indebolita spiritualmente, ho perso la fede in me stessa e sono stata licenziata, giorni dopo essere stata registrata. A partire dal momento che ho scambiato Dio per il mio lavoro, ho perso il controllo dii tutto nella mia vita. Ho perso la mia bolsa dell’università, ho rimasta depressa, nervosa, ansiosa, tutto eccessivamente. Ho dovuto prendere delle medicine tutti i giorni, non riuscivo ad andare più in chiesa”, ricorda Karen.

Lei è rimasta così per 1 anno, finché ci ha messo le sue forze per ricominciare e tornare a investire nella sua relazione con Dio. “E’ stato molto difficile rialzarmi e cercare l’equilibrio nella mia vita. Ho passato a partecipare delle catene della chiesa per risolvermi interiormente per prima, perchè ero morta dentro, mi sentivo in colpa per tutto, non riuscivo a perdonarmi. Ovvero, avevo perso tutto a causa mia”, afferma.

Dopo averti consegnato a Dio e metterlo al di sopra di tutto nella sua vita, Karen è stata libera e ha imparato la lezione: mettere come priorità il Signor Gesù sopra ogni cosa. E con l’attitudine, Lui restaura anche la sua vita finanziaria. “Oggi lavoro e Lui non mi ha dato solo un nuovo lavoro, che mi retribuisce bene, ma ho disponibilità per andare alle riunione e mantenere la mia comunione con Dio”, dice.

Congresso per il Successo 

Se tu hai affrontando una situazione simile come quella di Karen, non permettere che lo stesso succeda nella tua vita. Partecipa del “Congresso per il Successo”, che succede ogni Lunedì nell’Universale.

A Roma, Viale di Porta Tiburtina, 18/20

A Milano, Viale Monza, 101

Oppure nella Comunità Cristiana più vicina a te!

Per avere altre info: 06 447 025 66

Fonte: Universal.org