Il Papa e l’attico di lusso del cardinale Bertone

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Difensore di una Chiesa fondata “nella povertà e nell’attenzione ai più poveri”, Papa Francesco adesso affronta un problema proprio alla sua porta. In verità, proprio a fianco della Casa di Santa Marta, che Jorge Bergoglio ha scelto come locale per vivere.

Il caso sta suscitando una grande polemica che gira in torno del cardinale Tarcisio Bertone, già da sei mesi, l’onnipotente segretario dello Stato del Vaticano. Bertone finisce con il comprarsi un appartamento di 700 metri quadrati da due milioni di euro, nel palazzo vicino alla “casa” del Papa.

L’alto lusso che circonda le strutture del cardinale è scioccante. Prova che il Vaticano resiste alla rivoluzione di Papa Francesco.

“L’appartamento è spazioso, com’è normale nelle residenze negli antichi palazzi del Vaticano, è restaurato a mie spese”, ha scritto Bertone nel sito dell’arcidiocesi di Genova, che ha diretto tra il 2002 e il 2006. Il fatto che il cardinale abbia avuto la necessità di dare una spiegazione pubblica è già un passo avanti. Ma non è servito a molto per calmare le folle, dopo che il giornale “La Repubblica” ha denunciato il caso e aggiungendo che l’acquisto ha fatto “infuriare Papa Francesco”.

Bertone nega. Secondo lui, non solo Francesco gli ha telefonato nel giorno 23 di Aprile, e di come gli manifestò la sua “comprensione e il dispiacere per gli attacchi che gli sono stati diretti a proposito dell’appartamento”.

Per l’ex segretario dello Stato del Vaticano il caso non è un problema perché la casa “andrà a beneficiare altri” dopo che lui non ci sarà più. E termina la sua dichiarazione chiamando uno degli ultimi santi della chiesa in sua difesa: “Nelle parole del Santo Papa Giovanni XXIII, non mi fermo a prendere le pietre che mi tirano”.

Il caso Bertone si verifica dopo quello del cardinale tedesco Franz- Peter Tebartz van Elst, dimesso nell’ottobre scorso, dopo essersi pubblicamente vantato di aver fatto opere di 31 milioni di euro nella sua nuova residenza parrocchiale. Il Papa che vuole imporre la povertà come regola, si vede contro una forte resistenza interna di una Curia, abituata a vivere come “autentici principi del Rinascimento”, ha dichiarato all’Espresso il vaticanista Andrea Tornielli. Ma le polemiche che questa situazione ha provocato, mostrano anche di come la Chiesa sia in caos.

I conservatori interni hanno ragione nel temere il futuro. Solo in questa settimana, si sono riuniti in Vaticano il gruppo di cardinali nominati da Francesco per promuovere la grande riforma della Curia. I lavoratori di cui la conclusione è stata già programmata solo dal prossimo anno, hanno già dato alcuni risultati, tra loro la creazione di una nuova commissione per le questioni economiche e un’altra per la protezione di minori. Entrambe riunitesi per la prima volta a partire da venerdì.

La prova della volontà di Papa Francesco nel riformare la vecchia struttura che governa la Chiesa è espressa tutte le settimane. Ieri, il consiglio è stato dato durante la messa del mattino nella Casa di Santa Marta. Nessuna vera Chiesa cristiana “non ha luoghi di lotta per il potere, invidia e mala lingua”. Chi vorrà, che si infili la tunica.

Fonte: espresso.sapo.pt