Bambino di nove anni dichiara in classe appoggio allo Stato Islamico

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Secondo un articolo della stampa inglese, un bambino di nove anni ha giurato volontariamente lealtà al gruppo terrorista Stato Islamico in classe.

Lui non è figlio di mussulmani, ha appreso sul jihadismo attraverso internet.

Il caso è avvenuto l’anno scorso a Londra, Inghilterra e d’allora il bambino è seguito terapeuticamente da un’assistente sociale. La dichiarazione del bambino, del quale non si è rivelata l’identità, ha preso di sorpresa professori e compagni di scuola. A scuola è finito con l’essere appellato come terrorista, ciò a creato difficoltà al suo trattamento.

Dopo che il caso fu reso noto, lui è stato ritirato da scuola e condotto al governo, in modo che potesse essere svolto un lavoro di prevenzione al terrorismo. Adesso, circa un anno dopo, l’assistente sociale Marion, che si è presa cura di lui, ha annunciato che lui non rappresenta una minaccia e che l’obiettivo del suo lavoro è stato quello di evitare che le sue credenze potessero essere usate da adulti malintenzionati.

“Non stiamo insinuando che lui sia un piccolo terrorista, ma era un bambino vulnerabile e poteva essere usato da qualcuno. L’idea è ridurre questo rischio”, ha affermato Marion.

Il ragazzino subiva attacchi di bullismo a scuola ed è venuto a conoscenza sulle attività dei jihadisti attraverso internet. Si è interessato subito all’argomento ed ha iniziato a seguire ciò che avveniva in Medio Oriente.

Oltre ad aver avuto accesso a notizie sul gruppo nel sito della BBC, lui ha anche guardato un documentario inerente all’argomento nel sito dell’emittente britannica Canale 4. È giunto al punto di giocare delle partite a un gioco ispirato al gruppo estremista.

Senza che i suoi notassero nulla di ciò che stava accadendo, il bambino ha anche visto diversi video al computer di casa, dove in alcuni mostravano bambini della sua età che commettevano degli omicidi. In differenti occasioni ha inoltre visto scene di tortura. “Io ho visto persone che stavano bruciando e teste decapitate”, ha affermato il bambino all’assistente sociale.

Il racconto sta essendo divulgato per tentare di mettere in allerta i genitori riguardo l’influenza nociva che questo tipo di materiale può avere sui bambini e la necessità di seguire tutto ciò che i figli fanno in internet. Con l’informazione Telegraph

Fonte: Gospelprime.com.br