Bambino bianco taglia i capelli come il suo amico negro per confondere l’insegnante

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Jax e Reddy sono due bambini di 5 anni che studiano insieme nel Kentucky, Stati Uniti, e danno una lezione molto importante sull’amore, purezza e rispetto alle diversità.

Un bel giorno, Jax, che è bianco, decide di fare una “burla” alla sua insegnante chiedendo a sua madre di tagliargli i capelli uguali al sua amico Reddy, che è negro. Così, con lo stesso taglio di capelli, lei si confonderà e non riuscirà a distinguerli.

La madre di Jax, Lydia Stith, ha condiviso la storia in una rete sociale e al pubblicarla ha avuto migliaia di reazioni e complimenti. Ha detto che non vedeva l’ora di andare a scuola lunedì con il suo nuovo taglio di capelli, come quello di Reddy, in modo che l’insegnante non riuscisse a distinguerli.

Ha pensato che potesse essere esilarante confondere l’insegnante con lo stesso taglio di capelli. Se questo non è la prova che l’odio e il preconcetto sono insegnati, io non so cos’è”, ha scritto.

La Wave-TV ha seguito i bambini fino all’ingresso, dove Reddy ha detto: “Jax sono io, e io sono Jax.”

La purezza e la semplicità di un bambino

Per il bambino, il taglio di capelli era l’unica differenza tra i due. Questa è un’altra prova che il preconcetto non nasce con l’essere umano, ma è insegnato dagli adulti che alimentano questo sentimento e idee negative. Non possiamo permettere che il colore della pelle detti i rapporti o le opinioni su una persona. Dobbiamo avere la mente pura come quella di questi due amici, per avere così una buona convivenza con le persone che ci circondano e gradire Dio:

“ In verità vi dico: se non vi convertite e non diventate come piccoli fanciulli, voi non entrerete affatto nel regno dei cieli. Chi dunque si umilierà come questo piccolo fanciullo, sarà il più grande nel Regno dei Cieli.” Matteo 18.3-4

Se desideri imparare come diventare puro come un bambino, presentati alle riunioni realizzate nella Chiesa Cristiana i mercoledì. Clicca qui per trovare la chiesa più vicina a te!

Condividi questa storia con i tuoi amici e famigliari. E se è possibile, riflettete insieme sull’argomento.

Fonte: Universal.org