Bambina di 14 anni si uccide a causa del bullying

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Il bullying uccide. Ancora una volta questo è stato comprovato dopo la morte di una bambina di soltanto 14 anni, che tolto la propria vita. Questa bambina, Ammy Everett, conosciuta in Australia come Dolly, ha partecipato di alcune campagne di pubblicità e, per questo, è diventata famosa in quel paese. Anche se aveva ancora tutta la vita da sfruttare, Ammy ha desistito di vivere dopo tanta sofferenza.

Il corpo di Ammy è stato ritrovato dai suoi genitori, giorno 3 di Gennaio. Da allora, loro ricevono molti messaggi tramite le reti sociali. Suo padre, Tick Everett ha divulgato nel giorno 7, la morte della figlia senza dare tanti dettagli su come e perché è successo. Lui ha solo detto che lei veniva essendo vittima di bullying online, motivo per il quale ha desistito della vita.

“Questa settimana sta essendo un esempio di come le reti sociali devono essere utilizzate”, afferma Everett nella sua pubblicazione, riferendosi all’affetto che gli internauti stanno dimostrando. “Ma sta essendo anche un esempio di come le reti sociali non devono essere utilizzate.”

Con la sua sofferenza, Everett invita a tutti coloro che fanno bullying a guardare da vicino il dolore che stando causato: “Se per caso qualcuno pensava che questo era una barzelletta e si sono sentiti superiori praticando bullying, assedi incessanti, adesso vedono questo post, per favore, venite alla cerimonia, così potete essere testimoni della completa rovina che voi avete causato.”

Purtroppo, anche se questi aggressori vedono ciò che hanno causato, si pentono e smettono di praticare bullying, questo ancora si troverà presente in tutto il mondo.

E’ impossibile sradicare il bullying. Allora, che cosa noi possiamo fare?

“Praticanti di bullying si trovano in tutti i luoghi. Praticanti di bullying si trovano nella scuola, praticanti di bullying si trovano anche in chiesa”, lo dice il vescovo Renato Cardoso. “Ciò che probabilmente tu non hai mai sentito parlare oppure nessuno ti ha mai detto è che il bullying è qualcosa che le persone fanno, non importa l’età. Tutto inizia quando tu sei un bambino, ma anche quando tu sei adolescente, quando sei adulto, esistono praticanti di bullying da tutte le parti.”

In una intervista per il sito britannico BBC, il porta-voce del Centro Nazionale Contro il Bullying dell’Australia (NCAB), Jeremy Blackman, ha affermato che nel caso del bullying virtuale la situazione è ancora peggio, poiché “lui può essere costante, 24 ore, sette giorni alla settimana.” Oltre a questo, dovuto al anonimato offerto dalle reti sociali, più bambini possono praticare bullying.”

Secondo Renato Cardoso, questa è una situazione che, purtroppo, non può essere franata. Anche se uno o un’altro praticante di bullying diventa consapevole della brutalità delle sue attitudine, sempre esisteranno altre persone disposte ad assumere i luoghi di aggressori pentiti.

“La cattiva notizia è che i praticanti di bullying non finiranno mai, va bene? Loro si troveranno in tutti i luoghi, fino alla nostra morte”, afferma Cardoso. “La buona notizia è che esiste un modo di reagire a questo. E una delle migliore maniere che conosco è, prima di qualsiasi cosa, tu sapere che loro si trovano lì e tu devi essere forte e fidarsi di te stesso.”

Il palestrante spiega che la principale arma di questi aggressori è la violenza psicologica. Per questo, persone che, per alcun motivo, non sono così fiduciosi, tendono a soffrire di più con il bullying. Così, è necessario che la persona si trovi soddisfatta con se stessa, usando la sua auto-fiducia come un scudo contro gli aggressori.

“Gli aggressori usano le parole, magari ti diranno in faccia, nei giorni d’oggi loro inviano messaggi dal cellulare oppure email, loro usano foto ecc…, loro usano delle maniere per provare ad entrare nella tua mente. Entrare nella tua teste per farti sentire impaurito, per farti sentire imbarazzato con te stesso, ridicolo, per farti sentire piccolo. Ma tutto ciò che loro hanno sono soltanto parole”, racconta Cardoso.

Renato orienta a cercare aiuto subito. Molte volte, le vittime del bullying nascondono ciò che sta succedendo per motivi di vergogna o per paura. Non fare questo. Cerca il supporto nei tuoi genitori, professori oppure nella polizia, se è il caso. Chiudersi in te stesso non risolverà il problema.

Se tu stai essendo vittima di questa aggressione e non ti senti confortabile per parlare con le persone che ti conoscono, accessi immediatamente il servizio Pastore Online. In questo sito, che funziona 24 ore al giorno, tutti i giorni della settimana, un pastore starà pronto ad orientarti.

Fonte: Universal.org